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Da quando sono bambina mia madre mi ha sempre insegnato che per essere in forma dovevo dormire otto ore. Questo condizionava l’ora di andare a letto, in quanto il mattino seguente, con la scuola, bisognava essere riposati e attenti. Poi crescendo le cose sono cambiate. Le famose otto ore si sono drasticamente ridotte.

E pensare che ci sono studi che affermano che dormire sette/otto ore a notte può rappresentare una fonte di stress, specie nelle persone con irrequietezza emotiva. Alcuni studi consigliano uno stile di vita, oggi incompatibile con i nostri ritmi, legato a sonnellini di 30 minuti ogni quattro ore. Un modo di gestire il riposo adottato nella storia da molti personaggi famosi e geni, del calibro di Leonardo Da Vinci.

Per qualcuno, anche in età adulta, le otto ore non bastano nemmeno! Secondo alcuni studi, alcune persone sarebbero predisposte, al livello di DNA, a dormire di più durante la notte. Ovviamente se questo di più diventa esagerato occorre escludere problematiche di disordine del sonno. Uno dei disturbi del sonno è l’ipersonnia, ovvero numerosi disturbi caratterizzati da eccessiva sonnolenza diurna e forte disorientamento.

Spesso anche la depressione comporta la necessità di dormire molte ore, quindi problematiche legate alla salute mentale, e di conseguenze altre patologie collegate al cervello, anche di tipo traumatico.Se la necessità di dormire di più è sporadica, può essere semplicemente un bisogno naturale e banale, ovvero del sonno arretrato. Si tenderà a dormire di più appena possibile, ma inutile illudersi, il sonno perso non si recupera.

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Appassionata di scrittura, ma soprattutto di cucina, quella semplice, sentimentale e sincera fatta di segreti tramandati e condivisi, di storie legate alla tradizione e alla famiglia. Spesso salutare ma, che ci volete fare, mangiare è un gran piacere, per cui è anche saporita e succulenta. E’ anche fatta di sogni, di sapori vicini e lontani, per contaminare, sperimentare e scoprire gusti e profumi nuovi. La mia ispirazione viene dai libri, dal web, dal mercato, e dalle persone, con le quali mi piace condividere la tavola. Perché condividere è l'aspetto più bello della cucina.