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La pita è un pane facile da fare, comodo soprattutto con l’arrivo del caldo, dato che si cucina sulla piastra, il che evita di accendere il forno. E’ anche versatile, perfetto per accompagnare sia insalate che spezzatini, o per essere farcito con i nostri ingredienti preferiti, un pò come con le piadine.

Ho usato la farina senza glutine perchè la pita è una soluzione perfetta in quelle occasioni in cui ci sono ospiti intolleranti, perchè sono molto sfiziose e piacciono a tutti. Preparo ingredienti con cui farcirle, tipo carne e verdure grigliate, salsine e formaggi morbidi, e ciascuno può comporre la sua pita preferita. Irresistibile!

Ingredienti:

per 8 pita

  • 200 gr di farina senza glutine
  • 200 gr di farina di quinoa
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 2,5 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaino di lievito di birra disidratato
  • 300ml di acqua tiepida

Procedimento:

Mescolate in una ciotola le farine e il lievito. Aggiungete due cucchiai di olio, il sale e quasi tutta l’acqua. Consiglio di lasciarne un pò, verificando la consistenza dell’impasto, in quanto le farine non sono tutte uguali e assorbono l’acqua in modo diverso. Dovrete ottenere un impasto sodo ma un pò colloso. Ponete in una ciotola unta di olio, coprite con pellicola e fate lievitare per circa un’ora.

Mettete una piastra piatta a scaldare, a fuoco medio. Dividete la pasta in 8 pezzi e stendeteli in dischi sottili. Cuocete sulla piastra leggermente unta di olio, un minuto circa per lato. Tenetele in caldo prima di servirle oppure, se le preparate in anticipo, è sufficiente poi scaldarle sulla piastra.

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Appassionata di scrittura, ma soprattutto di cucina, quella semplice, sentimentale e sincera fatta di segreti tramandati e condivisi, di storie legate alla tradizione e alla famiglia. Spesso salutare ma, che ci volete fare, mangiare è un gran piacere, per cui è anche saporita e succulenta. E’ anche fatta di sogni, di sapori vicini e lontani, per contaminare, sperimentare e scoprire gusti e profumi nuovi. La mia ispirazione viene dai libri, dal web, dal mercato, e dalle persone, con le quali mi piace condividere la tavola. Perché condividere è l'aspetto più bello della cucina.