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Può capitare che dopo aver mangiato i legumi si accusi gonfiore, spossatezza, fastidi intestinali. Oltre a questo, i legumi contengono degli antinutrienti, molti dei quali sono un fattore di protezione della pianta dagli attacchi esterni, ma che ingeriti sono dannosi. Questo può portare a rinunciare a mangiarli, ma sarebbe un gravissimo errore, in quanto rappresentano un’importante fonte di proteine vegetali, oltre che un elevato contenuto di sali minerali, fibre e vitamine. Possiamo evitare queste conseguenze con qualche attenzione.

Scegliamo legumi secchi, che hanno bisogno dell’ammollo per essere reidratati. Dopo averli sciacquati con attenzione, mettiamo i legumi in ammollo per il tempo indicato sulla confezione, cambiando l’acqua almeno 3 volte, così verranno eliminati gli antinutrienti disciolti. Quelli residui verranno eliminati con la cottura, per questo è importante mangiare i legumi cotti. Diversamente, possiamo mangiarli crudi in forma di germogli, come per la soia, i ceci e le lenticchie, oppure fermentati, come miso, tempeh, crauti, che apportano effetti benefici all’organismo.

I legumi vanno cotti partendo da acqua fredda. In cottura aggiungiamo un pezzo di alga kombu, oppure carote, sedano e cipolla: maggiori sali minerali renderanno i legumi più digeribili. Aggiungiamo spezie o semi carminativi, contribuiscono a limitare la formazione di gas intestinale e favoriscono la digeribilità. Saliamo solo a fine cottura, in quanto il sale indurisce la cuticola esterna. Questa spesso è causa di fastidi intestinali, nel qual caso si possono scegliere legumi decorticati, oppure usare il passaverdure.

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Appassionata di scrittura, ma soprattutto di cucina, quella semplice, sentimentale e sincera fatta di segreti tramandati e condivisi, di storie legate alla tradizione e alla famiglia. Spesso salutare ma, che ci volete fare, mangiare è un gran piacere, per cui è anche saporita e succulenta. E’ anche fatta di sogni, di sapori vicini e lontani, per contaminare, sperimentare e scoprire gusti e profumi nuovi. La mia ispirazione viene dai libri, dal web, dal mercato, e dalle persone, con le quali mi piace condividere la tavola. Perché condividere è l'aspetto più bello della cucina.