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Ormai è diventata nostra consuetudine leggere le informazioni nutrizionali riportate sulle etichette dei prodotti alimentari che acquistiamo. E probabilmente siamo ormai indifferenti alle diciture “aromi” e “additivi”, spesso generici o indicati da sigle e numeri. Gli additivi vengono impiegati per migliorare la conservabilità e impedire la proliferazione batterica, mentre gli aromi servono per accrescerne il gusto e aggiungere sapore. Il loro uso è regolamentato, siamo sicuri, ma sono realmente innocui?

Un aspetto a cui recentemente si rivolgono gli studi in materia è se gli additivi alimentari possono provocare allergia. E’ obbligatoria, in etichetta come al ristorante, l’evidenziazione degli allergeni, alcuni dei quali molto comuni, ma nel cibo ci sono un gran numero di sostanze nascoste, quali coloranti, antiossidanti, emulsionanti, stabilizzanti e moltissimi aromi. 

Tutte hanno un potenziale allergizzante, ma è certo che molte persone sono intolleranti agli additivi alimentari. Considerato che in uso ce ne sono una quantità molto elevata, classificati in diverse categorie a seconda della loro funzione, non è semplice individuare eventuali deficit enzimatici. 

Per il consumatore, poi, è incomprensibile il significato di ciò che si ritrova nel piatto. Infatti gli additivi alimentari vengono indicati dalla sigla europea “E” a cui segue un numero che ne identifica la categoria a seconda della funzione. Non ci sono studi che abbiano mai valutato le conseguenze sul nostro organismo della massiva assunzione di questi additivi. Eppure è stato calcolato che ogni anno un individuo ingerisce un chilo di additivi alimentari!

Ovviamente possiamo cercare di evitare più possibile l’assunzione degli additivi alimentari scegliendo un regime alimentare naturale, ovvero cereali, frutta e verdura freschi, pane a lievitazione naturale. In pratica evitare tutti i cibi confezionati, per scongiurare l’eventualità che gli additivi alimentari possano scatenare delle allergie nascoste.

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Appassionata di scrittura, ma soprattutto di cucina, quella semplice, sentimentale e sincera fatta di segreti tramandati e condivisi, di storie legate alla tradizione e alla famiglia. Spesso salutare ma, che ci volete fare, mangiare è un gran piacere, per cui è anche saporita e succulenta. E’ anche fatta di sogni, di sapori vicini e lontani, per contaminare, sperimentare e scoprire gusti e profumi nuovi. La mia ispirazione viene dai libri, dal web, dal mercato, e dalle persone, con le quali mi piace condividere la tavola. Perché condividere è l'aspetto più bello della cucina.