La Dieta chetogenica: la dieta ottima anche nei casi di epilessia - DonnaPress
Pubblicato il: 1 Dicembre 2019 alle 11:49 am

Prima di iniziare vogliamo precisare che le informazioni contenute in questo articolo non possono e non devono essere utilizzate in alcun caso, per intraprendere percorsi alimentari autonomi, senza un parere specifico del proprio medico di fiducia o dietologo.

La dieta chetogenica è un regime alimentare composto per il 90% da lipidi, il 7% da proteine e solo il 2-3% da glucidi. E’ una dieta molto lontana quella mediterranea che invece è composta mediamente dal 10% di proteine, il 65% di carboidrati e 25% di lipidi, ma è molto efficace sul nostro organismo.

La dieta chetogenica sta esplodendo negli ultimi anni e pare proprio che sia molto efficace per perdere peso, nonostante però molte ricerche scientifiche sconsigliano i regimi alimentari che portano alla chetosi.

Recentemente, lo studio Ketogenic diets for drug-resistant epilepsy presentato dal Gruppo di Studio “Dietoterapie in Epilessia” della Lega Italiana contro l’Epilessia presso l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Roma, in occasione del Convegno “Dieta Chetogenica. Stato dell’Arte Esperienza Italiana” ha dimostrato come la dieta chetogenica può avere effetti positivi nelle persone con epilessia farmaco-resistente.

I risultati sono stati davvero sorprendenti: un esempio lo è nei casi di epilessia mioclono astatica dell’infanzia, in cui la dieta chetogenica si è dimostrata essere molto efficace, con un forte effetto anticonvulsivante nell’86% dei pazienti.

In questi casi, è di oltre il 70% la riduzione delle crisi epilettiche dopo due mesi di dietoterapia. Ma è bene sottolineare che più precoce è l’inizio del trattamento con la dieta chetogenica maggiore è la possibilità di successo.

La dott.ssa Raffaella Cusmai, responsabile scientifico del Gruppo di Studio ‘Dietoterapie in Epilessia’ LICE, Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha dichiarato: “Si tratta di dati estremamente importanti quelli presentati. Attualmente, nonostante l’introduzione di farmaci antiepilettici di nuova generazione, circa il 30% circa dei pazienti risulta farmaco-resistente.

Pertanto, l’interesse della ricerca scientifica nei confronti della dieta chetogenica continua a rimanere alto e oggi ci invita ad approfondire alcune nuove prospettive emergenti come quello della relazione tra microbiota intestinale e cervello”.

Purtroppo i medici fanno sapere che il trattamento con dieta chetogenica non può essere “somministrato” per tutta la vita, fatto salvo in alcune specifiche malattie metaboliche.

Oriano Mecarelli, Presidente LICE, Dipartimento di Neuroscienze Umane dell’Università Sapienza di Roma ha poi sottolineato: “Le persone con epilessia candidate al trattamento, hanno spesso una storia clinica complessa ed è necessario eseguire uno screening preliminare clinico e biochimico per escludere un problema congenito del metabolismo che possa essere aggravato dalla dieta.

Prima di iniziare la dieta chetogenica sono inoltre necessari incontri con le famiglie dei pazienti mirati a fornire informazioni sulla preparazione dei pasti, sulla necessità di somministrare integratori vitaminico-minerali e su come monitorare i livelli di chetosi e gli eventuali effetti collaterali”.

Nei piccoli pazienti i cui casi di controllo delle crisi siano stati maggiori del 50%, la dieta chetogenica può essere proseguita per un periodo anche di due anni, sempre sotto lo stretto controllo medico, a meno che non si verifichino effetti collaterali che richiedano la sospensione del trattamento. 

Questo piano dietetico-terapeutico può essere invece adottato per diversi anni dai bambini che raggiungono una remissione del 90% delle crisi epilettiche, con effetti collaterali quasi nulli.

DonnaPress è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News e Google Discover, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre notizie SEGUICI QUI