Plumcake variegato di farro e cacao, senza lattosio

Il plumcake è il dolce che più in assoluto mi fa pensare alla colazione, ma in questa versione è delizioso anche a merenda. In realtà prevedo che, una volta sfornato, non duri più di una giornata, o almeno a casa mia è così! Al posto della farina di farro potete usare quella che preferite, il mio consiglio è di cambiare sempre per avere un’alimentazione varia.

Come latte vegetale ho usato quello d’avena, ma sono valide anche le altre varianti. L’unica raccomandazione è fare attenzione allo zucchero. Infatti solitamente le bevande vegetali sono zuccherate, e questo può rendere troppo dolce il plumcake. Basterà diminuire di un paio di cucchiai la dose di zucchero.

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Ingredienti:

  • 300 g di farina di farro
  • 270 g di zucchero di canna
  • 3 uova
  • 120 ml di olio di semi
  • 250 ml di latte d’avena
  • 30 g di cacao amaro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

Lavoriamo le uova insieme allo zucchero finché diventano gonfie. Aggiungiamo l’olio di semi e il latte, amalgamando gli ingredienti.

A parte mescoliamo la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale, e aggiungiamo agli ingredienti liquidi, mescolando ad ogni aggiunta.

Quando l’impasto è omogeneo, lo dividiamo in due ciotole diverse e in una aggiungiamo il cacao setacciato, mescolatelo bene per evitare i grumi.

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Preriscaldate il forno a 180 gradi, prepariamo uno stampo per plumcake con carta forno, oppure imburrato e infarinato. Versiamo, alternandoli, i due composti e alla fine passiamo una forchetta sulla superficie disegnando una spirale.

Cuociamo per circa 40 minuti, facendo la prova stecchino per verificare la cottura del plumcake variegato. Facciamo raffreddare completamente prima di levarlo dallo stampo.

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Appassionata di scrittura, ma soprattutto di cucina, quella semplice, sentimentale e sincera fatta di segreti tramandati e condivisi, di storie legate alla tradizione e alla famiglia. Spesso salutare ma, che ci volete fare, mangiare è un gran piacere, per cui è anche saporita e succulenta. E’ anche fatta di sogni, di sapori vicini e lontani, per contaminare, sperimentare e scoprire gusti e profumi nuovi. La mia ispirazione viene dai libri, dal web, dal mercato, e dalle persone, con le quali mi piace condividere la tavola. Perché condividere è l'aspetto più bello della cucina.