Zeppole di San Giuseppe, cotte in forno

Le zeppole sono dei dolci di pasta choux, una preparazione tipica del giorno di San Giuseppe, la festa del papà. La cottura in forno permette di avere un dolce più leggero, ma spesso le zeppole vengono fritte. La pasta choux è la stessa di bignè ed eclair, quindi un sottile guscio croccante e da riempire con creme vellutate. Nelle zeppole di San Giuseppe la tradizione vuole la crema pasticcera, e per chiudere in bellezza un’amarena sciroppata.

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Ingredienti:

per le zeppole:

  • 200 ml di acqua
  • 80 g di burro
  • 150 g di farina 00
  • 1 pizzico di sale
  • 4 uova

per la crema:

  • 4 tuorli
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 4 cucchiai rasi di maizena
  • 1/2 litro di latte
  • amarene sciroppate q.b.

Procedimento:

Portiamo a ebollizione l’acqua con il burro e il sale. Togliamo dal fuoco e versiamo la farina, tutta insieme, girando con un cucchiaio di legno finché il composto diventa omogeneo e compatto, e si stacca dalle pareti della pentola. Lasciamo intiepidire.

Nel frattempo prepariamo la crema. Scaldiamo il latte in un pentolino, e nel frattempo lavoriamo i tuorli con lo zucchero e la maizena. Versiamo nel latte caldo e portiamo a ebollizione, senza smettere di mescolare.

Quando la crema si è addensata, versiamola in un contenitore, copriamo con pellicola alimentare a contatto, per evitare il formarsi della crosticina, e teniamo da parte.

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Riprendiamo il composto di farina intiepidito e aggiungiamo un uovo per volta, amalgamando bene prima di aggiungere il successivo. Preriscaldiamo il forno a 200 gradi.

Pronta la pasta choux, la versiamo in una tasca da pasticcere con beccuccio a stella, e su teglie rivestite di carta forno formiamo delle ciambelle. Mettiamo in forno, cuocendo i primi 15 minuti a 200 gradi, poi abbassare a 180 gradi per altri 15/20 minuti. Lasciare le zeppole nel forno spento leggermente aperto ad asciugare.

Una volta fredde, farcire le zeppole di san Giuseppe con la crema preparata, e guarnire con amarene sciroppate.

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Appassionata di scrittura, ma soprattutto di cucina, quella semplice, sentimentale e sincera fatta di segreti tramandati e condivisi, di storie legate alla tradizione e alla famiglia. Spesso salutare ma, che ci volete fare, mangiare è un gran piacere, per cui è anche saporita e succulenta. E’ anche fatta di sogni, di sapori vicini e lontani, per contaminare, sperimentare e scoprire gusti e profumi nuovi. La mia ispirazione viene dai libri, dal web, dal mercato, e dalle persone, con le quali mi piace condividere la tavola. Perché condividere è l'aspetto più bello della cucina.