bobby solo derubato

Denuncia in Procura di Napoli per il furto dei diritti sulle sue canzoni.

“I suoi brani come garanzia di prestiti”.

Vittima di frode

Il cantante Bobby Solo, ha fatto una denuncia alla Procura di Napoli, perché è stato vittima del furto dei diritti sulle sue canzoni.

Sono state realizzate versioni in altre lingue di canzoni come “Una lacrima sul viso” oppure “Se piangi, se ridi”, hanno spiegato i consulenti statunitensi della società di consulenza legale Emme Team.

I brani sono stati depositati da persone estranee all’ufficio copyright Usa, per poi essere utilizzati come garanzia per ottenere prestiti bancari.

Inoltre, l’autore 76enne, non ha ricevuto i giusti compensi per oltre 30 anni.  

A Napoli, i consulenti hanno esposto una pesante documentazione, per un presunto giro di pirateria audiovisiva illegale (di circa 500-600 milioni di euro l’anno).

E’ stato denunciato il probabile responsabile e sicuramente sono coinvolti soggetti residenti in diverse località italiane.

La società Emme Team ha dichiarato: 

“Decine di società italiane ed estere hanno distribuito i brani musicali di uno degli artisti italiani più famosi nel mondo, senza riconoscere i dovuti compensi all’autore e senza presentargli un rendiconto sulle vendite”.

Inoltre ha aggiunto:

“Una frode andata avanti per oltre 30 anni che è arrivata al termine dopo che l’artista ha chiesto di indagare.

Versioni delle canzoni di Bobby Solo sono state realizzate in francese, tedesco, inglese, coreano, cinese e giapponese, senza che il compositore potesse percepire quanto dovuto”.

Il furto bloccato

Dopo decenni sembra che il furto sia stato bloccato, grazie alla società statunitense che ha denunciato i colpevoli, “facendo in modo che l’artista tornasse finalmente proprietario della musica da lui composta”.

E’ un danno davvero inestimabile per il patrimonio musicale italiano, addirittura molti autori si stanno rivolgendo alla Emme team per controllare se fuori dall’Italia i loro diritti sono rispettati.

La battaglia contro la pirateria è seguita dai legali Salvatore Pettirossi e Gabriele Esposito entrambi di Napoli.