Caso Britney Spears, in passato ci aveva dato degli inquietanti segnali d’aiuto

La cugina di Britney Spears, Alli Sims, in passato fece delle dichiarazioni scioccanti, ma nessuno gli diede mai peso.

Alli Sims è stata l’assistente personale della cantante.

La cugina della pop star minacciata dal padre di Britney

Alli Sims, è tornata a parlare della sua celebre cugina Britney Spears.

In un’intervista fatta poco tempo fa, ha raccontato che la cantante la chiamava per chiederle aiuto.

Ma il padre di Britney intimidiva pesantemente Alli:

“Nel 2008 ho ricevuto una telefonata che mi avvertiva che mi sarebbe successo qualcosa se non avessi smesso di comunicare con Britney. Minacciava la mia vita al 100%”. 

Ha aggiunto che si è sentita davvero in colpa per non aver fatto nulla, ma purtroppo era davvero spaventata.

Conclude l’intervista dicendo: 

“Mi auguro che presto potrà raccontare lei la sua storia. Quando lo farà preparatevi, perché c’è molto di più di quello che tutti voi potete immaginare”.

Questa intervista ha fatto rabbrividire molte persone, un vero choc. 

I segnali d’aiuto

Le parole dell’ex assistente di Britney hanno fatto davvero accapponare la pelle.

Ma in verità, nel 2009 ci sono state delle dichiarazioni super inquietanti nel programma Access Hollywood, che mai nessuno ha dato peso.

Alli Sims disse:

“Se è vero che non posso più vedere Britney Spears a meno che non faccia un patto con gli avvocati del padre? Sì, è la verità.”

Già questa frase è molto ambigua, ma le affermazioni dopo danno la conferma che qualcosa non andava.

Infatti l’ex assistente, rivelò che lei era controllata e dovette fare un passo indietro, aggiungendo: 

“Lei ha perso il controllo su molti aspetti della sua vita. Il suo team ha tagliato fuori tutti quanti dalla vita di Britney.

Tengono tutti molti distanti da lei, soprattutto gli affetti che potrebbero aiutarla a cambiare questa situazione.”

Questo è chiaramente un forte avvertimento su ciò che stava accadendo.

Anche nel documentario sulla vita della cantante “For the Record”, è proprio Britney a far accendere i campanelli d’allarme:

“Sono triste. Ho come l’impressione che loro mi sentano, ma non mi ascoltino davvero.

Anche quando vai in carcere sai che un giorno uscirai, ma nella mia situazione non è così. Non c’è eccitazione, non c’è passione.

Non voglio diventare una prigioniera, vorrei essere libera di guidare la mia macchina. Troppi cancelli e mura di protezione potrebbero farmi diventare una prigioniera più che una ragazza protetta”.

Dopo 12 anni, le parole di Britney fanno capire tante cose e smontano tutti i castelli costruiti intorno a lei per non far trapelare nulla, sicuramente c’è una verità nascosta che presto uscirà fuori.