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L’assessore alla Salute, Ruggero Razza, che risulta tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta, questa mattina ha rassegnato le sue dimissioni.

scandalo tamponi in Sicilia

Le accuse sono di falso materiale e ideologico, commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico. Gli episodi contestati sono circa una 40ina.

Scandalo tamponi in Sicilia: 3 arresti

Avrebbero omesso l’aumento dei contagi nella regione Sicilia, per evitare che scattasse la zona rossa.

Con questa accusa i carabinieri di Palermo e di Trapani, questa mattina, hanno posto agli arresti domiciliari la dirigente della Regione Sicilia, Maria Letizia Di Liberti, e due suoi collaboratori: Emilio Madonia, dipendente di una ditta che gestisce i flussi informatici dell’assessorato, e Salvatore Cusimano, funzionario regionale. 

Indagato anche l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, che ha rassegnato le dimissioni.

L’inchiesta – come riporta Tgcom24 – è scattata lo scorso anno, quando si è scoperto che in un laboratorio di Alcamo (Trapani) erano stati falsificati oltre 200 tamponi, per i quali era stato comunicato l’esito negativo e che invece erano tutti positivi.

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È così partita un’indagine che questa mattina è scaturita nei tre arresti e nell’iscrizione nel registro degli indagati dell’assessore Razza.

Gli audio choc

In un’intercettazione telefonica tra Ruggero Razza e la Di Liberti, emerge l’intenzione di alterare i dati giornalieri di tamponi e risultati.

“I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?”,

chiede ad un certo punto la dirigente all’assessore, non sapendo di avere il telefono sotto controllo.

Razza, che chiede prima se i dati siano veri, dice poi alla Di Liberti di spalmare i dati dei decessi su più giorni.

Al momento sono 7 le persone indagate e 40 gli episodi contestati.

“Ho fiducia nell’assessore Ruggero Razza, se fosse responsabile adotterebbe da solo le decisioni consequenziali”

ha spiegato il presidente della Sicilia, Nello Musumeci.