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Ieri sera, durante un incontro clandestino Walter Biot è stato fermato. L’appuntamento era con un ufficiale delle forze armate russe. Gli aveva appena consegnato un usb contente informazioni sensibili.

Walter Biot, una spia dei Russi nella Marina italiana
Walter Biot

Il pagamento avveniva a consegna fatta e ogni volta la spia intascava 5.000 euro.

Lo scambio

Il 30 marzo l’ufficiale della prima marina militare è stato arrestato.

Era il momento dello scambio: dati importanti dell’intelligence italiana in luogo di un pagamento in contanti.

Così, l’informatore e il ricevente sono stati sorpresi.

Per il primo sono scattate le manette, per il secondo l’espulsione.

Ma non è l’unico a dover ritornare a casa. Anche l’Ambasciatore di Mosca a Roma, Sergey Razov, dovrà far rientro in Patria.

Subito dopo l’arresto, i carabinieri del ROS (Raggruppamento operativo speciale) hanno sequestrato del materiale nell’appartamento di Biot.

Ne è venuto fuori che conservava dossier italiani e della NATO top secret. 

Chi è Walter Biot

L’uomo 56enne, è sposato ed ha 4 figli.

Su di lui pendono delle accuse importanti: rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e procacciamento di notizie segrete a scopo di spionaggio. Rischia l’ergastolo. Se dovesse andargli bene, la detenzioni durerà due decenni tondi tondi.

Walter Biot da sottufficiale divenne ufficiale tramite concorso interno alla Marina. Poi è giunta la specializzazione come guida caccia, mansione che prevede di indirizzare gli arei verso determinati obiettivi.

Poi l’entrata, nel 2010, nello Stato maggiore della Marina militare, per approdare a un lavoro del tutto diverso, quello dell’ufficio stampa.

Infine un altro passaggio, l’ultimo, al Gabinetto del ministro della difesa.

Qui era suo appannaggio la comunicazione, le relazioni estere e il cerimoniale.

Il compito attuale era delicatissimo: tenere al sicuro i documenti di Stato Maggiore.

Era in una posizione di chiave, da cui monitorava tutte le comunicazioni. Sotto il suo occhio passavano anche i file appartenenti alla Nato.

Nell’incontro di ieri le informazioni “rubate” erano contenute in una USB.

Al suo interno le foto che aveva scattato ai monitor del computer all’interno del suo ufficio.

Il delatore è a Regina Coeli. Domani dal carcere (per le normative anti-covid) si terrà l’udienza di convalida.