dietrofront amazon

Dopo aver negato per mesi, il colosso mondiale dell’e-commerce fa dietrofront ed ammette i turni massacranti cui sono costretti i suoi dipendenti.

amazon fa dietrofront

A sollevare le polemiche era stato un tweet dell’esponente della Camera, Mark Pocan, che per primo aveva pubblicamente denunciato.

Il dietrofront di Amazon

Ha negato per mesi, ma ad un certo punto ha dovuto ammettere che i suoi dipendenti sono costretti a subire turni massacranti e non solo.

Il colosso dell’e-commerce, Amazon, fa un passo indietro e ammette:

“Sappiamo che i nostri autisti possono avere e hanno problemi a trovare i bagni a causa del traffico o perché percorrono strade fuorimano e questo è stato particolarmente frequente durante la pandemia di Covid, quando molti bagni pubblici erano chiusi”.

Le polemiche erano nate per via di un polemico tweet di Mark Pocan, esponente democratico alla Camera statunitense, che si era scagliato contro l’azienda:

“Solo perché paghi i tuoi impiegati 15 dollari all’ora non ti rende un posto di lavoro all’avanguardia se li costringi a fare pipì nelle bottiglie di plastica”.

Paying workers $15/hr doesn’t make you a “progressive workplace” when you union-bust & make workers urinate in water bottles. https://t.co/CnFTtTKA9q

— Rep. Mark Pocan (@repmarkpocan) March 25, 2021

Inizialmente, l’azienda aveva categoricamente smentito tale condotta, ma diversi impiegati della società avevano dichiarato che i dirigenti dell’azienda erano a conoscenza dei turni massacranti e dell’esistenza di questa assurda pratica.

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Il gigante dell’e-commerce è stato quindi costretto a fare dietrofront, ammettendo le sue responsabilità.

“Vorremmo risolvere il problema. Non sappiamo come, ma cercheremo delle soluzioni”

hanno spiegato i dirigenti della società.

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