Scontri e lacrime dei lavoratori a Roma, feriti due poliziotti

I lavoratori, in particolar modo ristoratori e commercianti, avrebbero voluto risposte chiare. Il governo, alle prese con la pandemia, fino ad ora non ne ha date.

Protesta a PIazza Montecitorio scontri ristoratori e poliziotti
Protesta a PIazza Montecitorio

Oggi divampa il dissenso in tutta Italia, dalle autostrade fino alle piazze davanti i palazzi del potere. Protagonista è una moltitudine di persone, arrabbiata e disperata.

La disperazione di un anno di sacrifici in piazza

È stato un susseguirsi di nuovi standard di sicurezza cui attenersi, aperture a singhiozzo, sanzioni agli inadempienti e appelli alla pazienza.

Molti piccoli e grandi imprenditori, pur insofferenti, hanno atteso con solerzia che qualcosa cambiasse.

Oggi, però, hanno manifestato tutto il dolore, la disperazione, l’isolamento in cui si sentono relegati dallo stato.

Così hanno manifestato anche a Roma, in piazza Montecitorio e dinanzi all’omonimo Palazzo, dove deputati e senatori decretano il futuro il Paese e influenzano enormemente il destino di milioni di abitanti.

“Buffoni”, “Libertà” “Siamo imprenditori, non delinquenti” sono le urla lanciate dalla folla.

Decine di manifestanti hanno superato le transenne e i poliziotti sono allora accorsi a respingerli. Il tentativo di spezzare lo sbarramento delle forze dell’ordine non è riuscito.

La folla era variegata: c’era chi brandiva le bandierine blu di Italexit il partito del senatore ex pentastellato Gianluigi Paragone, alcuni novax e addirittura un uomo vestito come Jack Lo Sciamano, il “bufalo” umano diventato simbolo dell’attacco a Capital Hill del 6 gennaio.

Nel tafferuglio sono stati feriti due poliziotti.

Uno per un taglio sul sopracciglio è stato subito medicato, un collega, invece, colpito alla testa, ha dovuto abbandonare il servizio in autoambulanza.

La manifestazioni va avanti da ore. Alle 17 nel palazzo ha fatto il suo ingresso il premier di rientro dalla Libia.

Il dolore di un’impreditrice

C’è chi è aggressivo e c’è chi scoppia nelle lacrime in ginocchio ad invocare ascolto.

È successo a Loreta, ha 62 anni e un bar che è la sua vita, perché è lì ha investito tutti i suoi suoi risparmi 15 anni fa.

Un poliziotto le si avvicina per aiutarla a rimettersi in piedi.

“Ero qui per una protesta che non perdesse il rispetto delle istituzioni”

Afferma nello sgomento per un’adunata dai risvolti imprevisti.

“Sono qui per me e per i miei figli. Noi siamo come voi, non siamo negazionisti, vogliamo solo lavorare”

Racconta la donna, che adesso lavora per un’euro all’ora.