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I legali del 28enne hanno fatto richiesta di un accertamento psichiatrico, per appurare se il giovane infermiere fosse capace d’intendere e di volere quando uccise la fidanzata.

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Lo scorso 17 marso è iniziato il processo a carico di De Pace: al 27enne non verrà concesso il rito abbreviato, come previsto per i reati punibili con l’ergastolo.

L’omicidio di Lorena Quaranta

Era il 31 marzo dello scorso anno, quando Lorena Quaranta, studentessa 27enne di medicina, venne brutalmente uccisa dal fidanzato, Antonio De Pace, 28 anni, al culmine di una lite.

I due convivevano da anni a Furci Siculo, piccolo paesino in provincia di Messina. La ragazza venne prima colpita con un corpo contundente, poi, una volta tramortita, venne strangolata a mani nude dal fidanzato.

Antonio De Pace vagò per diverso tempo in casa, prima di allertare le forze dell’ordine.

Prima però, cercò, con tentativi piuttosto maldestri, di togliersi la vita. I carabinieri lo trovarono infatti con dei tagli ai polsi.

De Pace, che inizialmente aveva addotto alla paura di un contagio da Covid-19 il movente dell’efferato delitto, non ha mai fornito una reale motivazione per quanto accaduto in quella drammatica notte.

Contestata la premeditazione

Nell’ottobre dello scorso anno le indagini per la morte di Lorena Quaranta si sono concluse. L’accusa finale per Antonio De Pace è  di omicidio premeditato.

Il giovane infermiere infatti aveva lasciato dei biglietti ai familiari, in cui esprimeva la volontà di lasciare i suoi averi ai nipoti, plausibilmente in previsione del delitto di cui si sarebbe macchiato di lì a poco.

I messaggi, poi cancellati da De Pace, sono agli atti e confermerebbero la premeditazione dell’omicidio.

Da tre anni Lorena ed Antonio convivevano a Furci Siculo, proprio nella casa in cui si consumò il delitto. Secondo gli amici ed i familiari, il rapporto tra i due era molto tranquillo. Nessuno aveva mai immaginato un epilogo così drammatico.

Laurea in memoria di Lorena

Il 20 ottobre dello scorso anno si è tenuta la cerimonia di conferimento della Laurea in memoria di Lorena Quaranta.

A discutere la tesi della giovane studentessa, dal titolo “Immunodeficienze selettive: la candidiasi mucocutanea cronica”, è stata la sua amica e collega di facoltà, Vittoria Patorno.

“OGGI C’È UNA SEDIA VUOTA IN QUEST’AULA, MA IN REALTÀ AVREBBE DOVUTO ESSERE OCCUPATA DA LORENA PER CORONARE I SUOI STUDI”

aveva detto il rettore universitario in occasione della cerimonia.

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Iniziato il processo: chiesta la perizia psichiatrica per Antonio De Pace

Lo scorso 17 marzo è iniziato il processo a carico di Antonio De Pace, accusato del brutale omicidio della fidanzata.

I legali hanno chiesto che venga disposta una perizia psichiatrica per il loro assistito, per appurare la capacità di intendere e volere del 28enne al momento del delitto.

La decisione sarà resa nota nella prossima udienza, prevista per il 16 giugno prossimo.

Intanto, nel primo dibattimento, sono stati ascoltati diversi testimoni: amici e conoscenti della coppia di fidanzati.

Nessuno di loro sembrava aver colto i segnali della tragedia che di lì a poco si sarebbe verificata.

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A detta di tutti, Lorena ed Antonio erano una coppia felice: eppure la brillante studentessa è stata uccisa dal suo fidanzato, che non ha mai provato a spiegare cosa lo avesse spinto ad una tale forma di violenza.

Nell’immediatezza dei fatti, il 28enne aveva raccontato di temere che Lorena gli trasmettesse il Covid, circostanza smentita dai tamponi effettuati su entrambi.

Dopodiché, il killer si è chiuso in un mutismo, che va avanti ancora oggi.