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Emergono importanti novità riguardo l’omicidio di Aldo Gioia, il 53enne di Avellino, ucciso a coltellate dal fidanzato della figlia.

Omicidio ALdo Gioia

I due giovani avrebbero architettato un vero e proprio massacro. A confermarlo i messaggi che Elena e Francesco si sono scritti poche ore prima del delitto.

L’omicidio di Avellino e i funerali di Aldo Gioia

È avvenuto tutto in una manciata di secondi. Aldo Gioia, operaio 53enne, è stato ucciso a coltellate, mentre dormiva sul divano di casa, un’abitazione in corso Vittorio Emanuele ad Avellino, lo scorso venerdì sera.

L’uomo è stato colpito per 14 volte. Ha provato a difendersi, come raccontano le ferite trovate su mani e braccia, ma non ce l’ha fatta.

Dall’altra stanza sono accorse la moglie e la figlia maggiore, che hanno immediatamente lanciato l’allarme.

Nonostante i soccorsi, il 53enne è morto poco dopo il ricovero in ospedale.

Ad ucciderlo, come lui stesso avrebbe confessato qualche ora dopo, è stato il fidanzato della figlia minore, Giuseppe Limata, 23 anni.

La relazione tra i due ragazzi era fortemente ostacolata dalla famiglia di lei, soprattutto dal padre, così i due ragazzi avevano messo in atto un piano per compiere un massacro.

Elena e Giuseppe volevano uccidere tutta la famiglia, ma si sono dovuti fermare, perché è scattato l’allarme prima che potessero uccidere anche la madre di lei e la sorella maggiore.

La madre difende la figlia: “Non posso abbandonarla”

Un piano omicida che non è bastato ad allontanare una madre dalla figlia.

Alla notizia che dietro l’omicidio di suo marito c’era proprio la figlia di appena 18 anni, la madre di Elena non ha esitato neppure un attimo a rimanere accanto a quella ragazza, che aveva programmato di uccidere anche lei e l’altra sua figlia.

Durante i funerali del 53enne, che si sono tenuti nel pomeriggio di martedì nella chiesa di San Ciro, ad Avellino, il parroco ha speso delle parole proprio per la moglie della vittima.

“Ringrazio questa moglie, questa madre, per le sue poche parole che fanno vedere la possibilità di andare oltre. C’è un residuo di umanità a cui dobbiamo aggrapparci”

ha detto il religioso.

La chat degli orrori tra i due fidanzati

A documentare il piano omicida tra Elena e Giovanni sono stati i messaggi che i due ragazzi si sono scambiati poco prima del delitto.

Il 23enne ha accusato la giovane fidanzata di essere lei la vera responsabile di quanto accaduto al padre. Sarebbe stata la mente dietro il tentato massacro.

“Allora, io scendo comunque a butta’ la spazzatura, così non desto sospetti, né nulla. Tu sali con me e ti lascio la porta aperta, mi prendo a Milly (la cagnolina di casa ndr) e mi chiudo nella stanza. Appena tu hai finito, vieni da me e ce ne andiamo. Entro prima io, ovviamente. Poi ti mando il messaggio”

si legge nelle chat di Elena e Giovanni, qualche ora prima di venerdì sera.

Quando il 23enne chiede alla fidanzata se sia davvero convinta di voler uccidere anche la sorella, la ragazza gli risponde decisa:

“Amo’ no, mia sorella non può rimane’, capisci meglio cosa intendo per favore”.

Quella sera la ragazza sarebbe uscita di casa con la scusa di buttare l’immondizia e avrebbe lasciato il portone di casa aperto per permettere al fidanzato di salire, senza destare sospetti.

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Le urla della vittima hanno attirato l’attenzione della moglie e della figlia ed il 23enne è fuggito a Cervinara, dove vivono il padre ed il fratello.

Qualche ora è stato fermato ed ha accusato la fidanzata di aver architettato tutto, per sterminare la sua famiglia e liberarsi di tutti quelli che si opponevano alla sua relazione.