omicidio Roberta Siragusa

La ragazza venne uccisa dal fidanzato, Pietro Morreale, che la stordì e poi le diede fuoco quando lei era ancora viva.

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Nell’auto del 19enne sono stati infatti trovati capelli bruciati e tracce di sangue della ragazza, il che confermerebbe le accuse mosse contro Morreale.

L’omicidio di Roberta Siragusa

Una festa con gli amici ed il fidanzato il 24 gennaio scorso, poi di Roberta Siragusa, 17enne di Caccamo, si sono perse le tracce per qualche ora, fino a quando, la mattina seguente il suo fidanzato non ha fatto ritrovare il corpo senza vita della giovane.

Pietro Morreale, 19 anni, poco dopo le 9 di domenica 25 gennaio, si era presentato nella caserma dei carabinieri, insieme ad un legale ed ai suoi genitori.

Il 19enne li aveva condotti nelle campagne di Contrada Monte Rotondo di Caccamo, dove, nascosto in un dirupo era stato ritrovato il corpo senza vita di Roberta.

I due fidanzati erano stati ad una festa insieme la sera della scomparsa. Poi si erano allontanati per stare da soli, ma Roberta non sarebbe mai tornata a casa.

Intorno alle 6 del mattino i genitori della ragazza si erano accorti che la figlia non era rientrata ed avevano lanciato l’allarme.

Qualche ora dopo, Pietro Morreale si era presentato in caserma per far ritrovare il corpo di Roberta.

Il fermo per omicidio e la mancata confessione

Qualche giorno dopo quell’efferato delitto Pietro Morreale è stato fermato dai Carabinieri di Caccamo, su richiesta della Procura di termini Imerese, per l’omicidio della fidanzata.

Il ragazzo, che ha fatto ritrovare il corpo di Roberta Siragusa non avrebbe confessato il delitto, anzi si sarebbe dichiarato del tutto estraneo ai fatti.

“Sono innocente”

aveva urlato ai Carabinieri che lo avevano fermato.

Morreale è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Sarebbe stato lui, secondo l’accusa, ad uccidere la fidanzata e a nasconderne il cadavere nel burrone di Monte San Calogero, in cui poi è stata ritrovata.

La gelosia ossessiva del fidanzato

Le indagini per la morte dell’adolescente palermitana si sono immediatamente concentrate intorno alla figura di Pietro Morreale.

Tante sono state nel corso di questi mesi le testimonianze che riferiscono di una profonda gelosia da parte del presunto omicida.

“La scorsa estate avevo visto Roberta con un occhio nero. I litigi erano proseguiti, poi di recente sembrava essere tornato il sereno”

aveva raccontato un’amica della vittima.

Quella drammatica sera, a quella festa con gli amici, i due ragazzi avrebbero discusso pesantemente, prima di andare via insieme.

Poi si sarebbero recati vicino ad un campo di calcio abbandonato, perché Morreale voleva avere un rapporto con lei.

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Poi la lite e le botte. Il ragazzo l’avrebbe prima stordita con una pietra, come testimoniava il colpo inferto alla testa, poi le avrebbe dato fuoco.

Dopodiché avrebbe caricato il cadavere semicarbonizzato della fidanzata nella sua auto e lo avrebbe gettato nel dirupo in cui è stato ritrovato.

A confermarlo le tracce di sangue e di capelli bruciati ritrovati proprio nell’auto del 19enne, ora in carcere per omicidio.

Istituito il premio Roberta Siragusa

L’amministrazione comunale di Caccamo ha avviato qualche giorno fa le procedure per l’istituzione del Premio Nazionale dedicato a Roberta Siragusa.

Il premio sarà assegnato ogni anno e sarà offerto ad una persona che si distingua per impegno e dedizione nell’affermare le pari opportunità e nel contrastare la violenza contro le donne.

A costituire il Comitato promotore del Premio, ci saranno non solo le istituzioni, ma anche associazioni laiche e religiose, oltre ai familiari della 17enne.