riccardo muti

Riccardo Muti fa delle dichiarazioni choc. In un’intervista rilasciata al Corriere della sera, il grande musicista ha fatto delle affermazioni che hanno lasciato tutti a bocca aperta. I dettagli.

Il grande maestro, alla soglia degli 80 anni, si è concesso una lunga intervista al Corriere della sera, parlando della sua vita privata e professionale. E, a proposito della prima, ha rilasciato delle dichiarazioni sconcertanti.

L’intervista a Riccardo Muti

Il grande maestro sta per compiere 80 anni e alla soglia di un traguardo così importante, si è lasciato intervistare dal Corriere della sera a cui ha raccontato della sua vita privata e professionale.

Le parole del musicista hanno lasciato tutti a bocca aperta. Riccardo Muti si è detto stanco della vita, disilluso e triste di vivere in un mondo come quello moderno a cui sente di non riuscirsi ad adattare.

Guardandosi intorno, sono tante le cose che il maestro non riesce a concepire, dai giovani troppo viziati e maleducati, al mondo della musica che accoglie oggi personaggi di dubbio talento:

“sovente i giovani arrivano a dirigere senza studi lunghi e seri. affrontano opere monumentali all’inizio dell’attività, basandosi sull’efficienza del gesto, talora della gesticolazione. oggi molti direttori d’orchestra usano il podio per gesticolazioni eccessive, da show, cercando di colpire un pubblico più incline a ciò che vede e meno a ciò che sente”.

Sono queste le parole di un professionista della musica che negli ultimi anni però ha visto completamente cambiare il mondo che da giovanissimo lo ha accolto.

Tornato di recente alla Scala per il concerto di riapertura dello scorso maggio dopo la lunga chiusura a causa Covid, Muti è stato al centro di una polemica per una serie di frasi ritenute poco simpatiche nei confronti di Riccardo Chailly, attuale direttore musical del Teatro alla Scala.

Le dichiarazioni choc

Tra poco meno di un mese, il grande maestro compirà 80 anni. Quando il giornalista glielo fa presente, Muti afferma che 80 anni sono tanti e che lui si è stancato della vita. Queste parole hanno lasciato sgomento l’intervistatore che cerca di comprenderne le ragioni.

Ecco la risposta di Muti:

“Perché è un mondo in cui non mi riconosco più. E siccome non posso pretendere che il mondo si adatti a me, preferisco togliermi di mezzo. Come nel Falstaff: Tutto declina”.

Continua poi dicendo:

“ho avuto la fortuna di crescere negli anni 50, di frequentare il liceo di Molfetta dove aveva studiato Salvemini, con professori non severi; severissimi. Ricordo un’interrogazione di latino alle medie. L’insegnante mi chiese: “Pluit aqua”; che caso è aqua? Anziché ablativo, risposi: nominativo. Mi afferrò per le orecchie e mi scosse come la corda di una campana. Grazie a quel professore, non ho più sbagliato una citazione in latino. Oggi lo arresterebbero”.

La critica di Riccardo Muti alla musica

Il maestro si lamenta poi anche di come siano cambiate le cose nel suo settore, quello musicale. Dice che oggi la direzione d’orchestra è nelle mani di giovani inesperti preparati da maestri ancor meno bravi di loro. Il giornalista gli chiede di fare nomi, ma lui rifiuta:

“Non voglio polemiche personali: farei il gioco dei promotori di se stessi. Il mio maestro, Antonino Votto, diceva che il direttore doveva aver respirato la polvere del palcoscenico. Invece le orchestre, i cori, i cantanti lamentano una mancanza sempre più evidente di informazioni musicali e drammaturgiche da parte dei direttori. Non si fanno neppure più prove serie”.

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