nicola tanturli

Si continua a parlare della famiglia di Nicola Tanturli, il piccolo scomparso da un paesino del Mugello e ritrovato vivo lo scorso giovedì. Nell’occhio del ciclone i genitori. Ecco i dettagli.

I genitori di Nicola Tanturli continuano ad essere al centro dell’attenzione. Negli ultimi giorni hanno ricevuto tante critiche a causa del loro modo di vivere. Nel frattempo, una lettera a loro indirizzata fa tanto discutere.

La lettera

Rodolfo Casadei, giornalista, ha scritto una lunga lettera indirizzata a Giuseppina e Leonardo Tanturli, i genitori del piccolo Nicola, il bimbo di due anni scomparso da un paesino del Mugello per 36 ore prima di essere ritrovato.

Le sue parole fanno molto riflettere. Ecco cosa ha scritto il giornalista:

“io non vi conosco di persona ma vi ammiro e spero con tutto il cuore che non avrete noie giudiziarie, che i servizi sociali non rivolgeranno uno sguardo maligno sulla vostra famiglia e che non diventerete il tormentone di qualche trasmissione televisiva cosiddetta d’inchiesta…”.

Continua poi il giornalista:

“io vi ammiro e provo anche invidia per lo stile della vostra vita familiare che è inseparabile dal rapporto che avete cercato di instaurare con il creato. voi avete perfettamente capito che il consumismo e il conseguente degrado dell’ambiente si contrastano solamente solo se la famiglia torna ad essere luogo di produzione anziché luogo di consumo. allora il fare insieme diventa più importante della quantità dei beni che si produce, perché prima ancora dei beni materiali il lavoro comune produce beni affettivi”.

La critica di Casadei

Il giornalista Casadei, muove una sola critica alla famiglia Tanturli:

alcuni commentatori hanno fatto notare che il vostro ideale di vita autonoma si è infranto contro la realtà rappresentata da un figlio smarrito nei boschi: da soli non siete stati capaci a ritrovarlo e avete avuto bisogno di chiamare aiuto”.

Conclude poi Casadei:

“Dovete darvi una regolata perché il vostro modo di vivere ha comportato un forte costo sociale…se una certa idea di autonomia produce conseguenze problematiche, per quanto non intenzionali, una riflessione è necessaria”.

L’attacco mediatico alla famiglia Tanturli

Da quando il piccolo Nicola è tornato a casa, fortunatamente sano e salvo, i suoi genitori non hanno smesso di essere al centro dell’attenzione nemmeno per un momento.

Molti hanno criticato il modo di vivere un po’ fuori dagli schemi di questa famiglia. I Tanturli sono degli apicoltori che hanno volontariamente scelto di vivere in un determinato modo, privando sé stessi e i loro figli di tutti quei beni che possono definirsi ‘di consumo’.

I Tanturli vivono in una vecchia ed enorme casa coloniale, a ridosso di una diga e circondata da un fitto bosco. Non hanno corrente elettrica, né gas. Hanno scelto di non avere cellulari o computer per interagire con il mondo. Sono grandi lavoratori Giuseppina e Leonardo Tanturli. Hanno il loro piccolo appezzamento di terreno da cui ricavano frutta e verdura e animali da pascolo.

Vivono dunque una vita estremamente diversa da quella delle altre persone e come loro anche i due figli. E forse, pensano alcuni, proprio la profonda comunione con la natura ha permesso al piccolo Nicola di salvarsi dopo aver vagato per ore nella boscaglia.

Tra l’altro, emerge anche un altro particolare inaspettato. Lo scorso anno, anche il fratellino di 4 anni era scomparso per qualche ora. Fu un vicino di casa a riportarlo alla famiglia. Anche in quell’occasione, il piccolo aveva aperto la porta di casa ed era uscito senza che nessuno si accorgesse della sua assenza.

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