Denise Pipitone oggi ‘Nessuna memoria dopo 17 anni’: terribili conseguenze dopo la scomparsa

Si torna a parlare del caso di Denise Pipitone a Quarto Grado. Ospite della puntata il criminologo Picozzi che rivela delle informazioni che lasciano senza parole. I dettagli.

Cala il gelo sul caso di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara Del Vallo 17 lunghi anni fa. Nell’ultima puntata di Quarto Grado è intervenuto il criminologo Picozzi che ha fatto delle osservazioni che hanno lasciato tutti a bocca aperta.

L’intervento di Massimo Picozzi

Massimo Picozzi è un graditissimo ospite della trasmissione Quarto Grado ormai da tanto tempo. Il criminologo nell’ultimo intervento andato in onda lo scorso venerdì ha fatto delle affermazioni importanti che hanno fatto calare il gelo sulle indagini.

Picozzi che ben conosce il caso della bimba di Mazara Del Vallo ha affermato:

“una persona non può avere una memoria dopo 17 anni, non può averla assolutamente. questo perché la memoria non è una fotocopiatrice e si rielabora continuamente. quindi quello che ricordiamo in perfetta buona fede oggi, non è accaduto 17 anni fa”.

Il conduttore Gianluigi Nuzzi allora interviene chiedendo se dunque si può avere un granitico ricordo falso e la risposta del criminologo conferma il dubbio del giornalista.

Queste le sue parole:

“si, assolutamente. su questo ci sono stati esperimenti scientifici che non lasciano spazio a nessun dubbio. cioè sei in perfetta buona fede, sei convinto del tuo ricordo, ma quella cosa non è mai accaduta”.

Poi continua:

“ci sono stati negli stati uniti anche casi di abusi su minori, creduti poi fortemente dalla persona abusata, che però si sono rivelati dei falsi ricordi”.

Insomma, secondo il criminologo, i ricordi sul caso di Denise Pipitone, benché documentati da fascicoli, non rispecchiano fedelmente la realtà dei fatti.

Il pensiero di Picozzi

Il criminologo è stato poi interrogato sul movente. Si parla di un movente familiare nella sentenza che ha scagionato la sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi. Picozzi anche su questo dà una sua interptretazione.

Non solo criminologo, ma esperto anche in controllo e gestione della rabbia, Picozzi afferma che:

“non esiste mai un solo movente per un crimine. il rancore? è un movente che può moltiplicarsi, è quello personale di chi subisce un torto alimentato anche da quello che gli altri poi possono pensare, oppure anche da chi ti sta accanto. quindi il movente può moltiplicarsi”.

La partecipazione di Picozzi alle indagini

Massimo Picozzi conosce bene il caso di Denise Pipitone. Nell’anno 2004-2005, gli fu chiesto dal tribunale di realizzare una perizia sula caso della bimba scomparsa da Mazara Del Vallo.

Le sue parole:

“IO RICEVETTI COME INCARICO DI VALUTARE SE LA PISTA SATANICA POSSA AVERE UN SENSO. NON C’ERA ALCUN ELEMENTO RITUALE SULLE SCRITTE SUL MURO CHE MI AVEVANO SOTTOPOSTO ALL’EPOCA”.

Il criminologo si riferisce nello specifico, a un disegno con delle scritte in arabo e nel quale era raffigurata una bimba con due trecce mentre portava dei fiori. Massimo Picozzi spiega anche che al tempo furono prelevate delle tracce biologiche ma l’esito fu negativo, così come negativa fu la perizia del dottor Picozzi.

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