Emanuele Melillo

Un uomo con una vita tutta da vivere. Aveva solo 33 anni l’autista napoletano morto nel terribile incidente a Capri.

La vita può finire così, da un momento all’altro. La famiglia di Emanuele Melillo l’ha imparato a sue spese perdendo un figlio, un marito e un futuro papà per un terribile incidente.

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Chi era Emanuele, l’autista morto a Capri

In molti si chiedono chi fosse Emanuele. L’autista è deceduto a soli 33 anni nell’incidente avvenuto poche ore fa a Capri. Viveva nella zona del centro storico, era separato, aveva un bimbo e, come hanno già raccontato i colleghi, aveva una nuova compagna che amata tantissimo e che era in dolce attesa.

Gli amici e i colleghi non possono che descriverlo come:

”molto solare, scherzoso, un giocherellone”.

I familiari non hanno potuto fare altro che scrivere per lui drammatici messaggi di addio per la sua improvvisa scomparsa.

Melillo non vedrà mai suo figlio

La sua compagna aspetta un bambino da qualche settimana e aveva dato la bella notizia proprio attraverso i social. Emanuele guidava il mezzo che oggi, per un guasto alla funicolare, era più pieno del solito.

Il ragazzo era di Napoli e faceva da pendolare sull’isola per lavoro. Era impiegato all’Atc, l’azienda trasporti caprese, da diversi anni. L’Ansa rivela:

‘Aveva un contratto a tempo determinato, tipo stagionale ma essendoci una carenza di organico riusciva a lavorare quasi tutto l’anno anche perché in inverno quando la funicolare è chiusa per manutenzione noi con i bus forniamo il servizio sostitutivo. Quindi era un lavoratore esperto che conosceva le strade dell’isola”.

Alcuni colleghi rivelano la possibilità che il 33enne abbia avuto un malore mentre era alla guida del mezzo perdendo il controllo del volante.

Rispetto alle condizioni del parco mezzi di ATC, il delegato sindacale sottolinea che:

Il mezzo che guidava era un Tractor di seconda generazione. Complessivamente a Capri sono 25 i bus ATC che effettuano servizio la cui capienza, al 100 per cento, è di 36 passeggeri, ma per le norme anti covid allo stato attuale la capienza è ridotta all’80 per cento.

Al momento sul posto sono stati fatti dei rilievi utili alla polizia scientifica di Napoli a ricostruire la dinamica del terribile incidente.

Gli esperti, con l’ausilio dei vigili del fuoco, provano a definire la traiettoria del minibus finito nel dirupo. Per adesso è ancora presto avanzare ipotesi sulla causa dell’incidente.