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La vicenda del piccolo Rei lascia davvero senza parole. Il cucciolo di cane si è lasciato morire dopo essere stato portato dai suoi padroni in un canile. La sua storia triste ha fatto commuovere il web. Ecco tutti i dettagli.

Rei, un piccolo cucciolo di nemmeno un anno, si è ritrovato in canile dopo che i suoi proprietari lo hanno abbandonato dicendo di non potersi più prendere cura di lui. Il cagnolino si è lasciato morire per la disperazione. La sua storia ha fatto emozionare il web.

La triste vicenda

Il piccolo Rei era un cucciolo di nemmeno un anno adottato da una famiglia che non ha saputo prendersi cura di lui. Nonostante tutto l’amore dimostrato nei loro confronti dal piccolo cane, perché lo sappiamo, gli animali sanno essere più buoni delle persone, il suo musetto allungato e i suoi occhi dolci non hanno fatto breccia nel cuore dei padroni che lo hanno riportato in canile decidendo di abbandonarlo.

Lì Rei si è lasciato morire, per il dolore e per la disperazione. La sua storia arriva come una coltellata al cuore. Rei dopo l’arrivo in canile, inizia a star male, non mangia, accusa malesseri fisici come diarrea, enterite e dolori. Il cagnolino purtroppo muore nel giro di qualche giorno.

Rei non ha resistito all’abbandono, si è sentito tradito e non ha trovato nessuna ragione per vivere. Nemmeno le coccole, le carezze dEi volontari sono state sufficienti per mantenerlo in vita. Rei si è sentito ferito da quella famiglia che gli aveva promesso amore.

I cani abbandonati si lasciano morire

Forse non tutti sanno che l’abbandono rappresenta per gli animali un momento drammatico, traumatico, a causa del quale per la disperazione il più delle volte si lasciano morire.

Da alcune ricerche condotte dall’ APRR, vengono fuori dei dati allarmanti. Geralde Barrale, direttrice di un centro di accoglienza per i cani abbandonati, è spesso stata protagonista di dibattiti e manifestazioni a livello europeo per far sì che il fenomeno dell’abbandono degli animali venga punito con delle leggi più severe.

Oggi l’abbandono fortunatamente è considerato una forma di abuso e quindi un reato punibile con 2 anni di carcere e una multa di €30.000.

Nonostante questi leggi severe, ci sono persone dal cuore crudele che ancora continuano a sbarazzarsi del proprio animale domestico considerato scomodo quando devono partire per le vacanze o quando diventa troppo vecchio, decidendo quindi di abbandonarlo il più delle volte in terre, luoghi sperduti o autostrada.

Questo centro d’accoglienza messo in piedi da Barrale è soltanto uno dei tanti che si trovano sparsi in tutta Europa. Aiuta oltre 42.000 animali ogni anno e oltre 38.000 animali vengono adottati grazie alla campagna di ‘adozione responsabile’.

Solo nel 2017 questo centro di accoglienza ha raccolto oltre 15000 animali abbandonati nei suoi rifugi. Il centro di accoglienza non si occupa di proteggere solo cani ma anche gatti e altri animali domestici come gli equini. Anche i rettili vengono raccolti e accuditi da associazioni a loro legate.

Le conseguenze dell’abbandono

L’abbandono per un cane rappresenta un vero e proprio trauma fisiologico e fisico. Alcuni animali si lasciano morire per la disperazione, altri devono essere accarezzati per giorni interi per riprendere fiducia nell’essere umano.

Il più delle volte capita però che gli animali abbandonati non abbiano più la voglia di vivere e che quindi la smettano di mangiare, di bere, lasciandosi volontariamente morire.

Per questa ragione, anche l’Italia si sta battendo affinché delle leggi più severe vengano promulgate a favore della tutela degli animali e che punizioni più decise siano impartite a coloro che commettono il gesto barbaro dell’abbandono. Fortunatamente, oggi è obbligatorio fornire di microchip gli animali affinché siano sempre identificabili.

La campagna di sensibilizzazione dell’OIPA

L’OIPA, l’organizzazione internazionale protezione animali, informa che l’abbandono legalizzato è pur sempre un abbandono. Per sensibilizzare su questo tema, l’ OIPA ha realizzato una campagna anti- abbandoni molto forte.

L’associazione ha diffuso un’immagine, quella di un cane amato, su cui c’è scritto ‘M’ama’ e quella di un animale triste, abbandonato al suo destino in un canile su cui c’è scritto ‘Mi amava’.

Massimo Comparotto, presidente dell’ OIPA, parlando della campagna di sensibilizzazione contro gli abbandoni degli animali ha specificato:

“dopo lunghi mesi di Lockdown, nei quali GLI animali domestici sono stati una Fedele presenza al nostro fianco, c’è il rischio che al venire meno delle restrizioni qualcuno si disfi impietosamente del proprio familiare a quattro zampe condannandolo alla solitudine, ALla tristezza e talvolta agli ALLA MORTE. Le nostre guardie zoofile, I nostri volontari, sono presenti in tutta Italia per soccorrere anche questi sfortunati animali”.

Le associazioni animaliste grazie anche all’ OIPA, stanno prendendo sempre più piede sul territorio italiano. Oggi ci sono tantissimi volontari che si occupano di raccogliere i cani abbandonati portandoli in un luogo sicuro.

Ciò che deve essere chiaro, però, è che oggi l’abbandono è punito dalla legge. L’abbandono è un reato e per chi lo commette è previsto il carcere.

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