In arrivo il bonus bancomat: come ottenere 480 euro in più

Anche se il bonus cashback per il momento ha subito una battuta d’arresto, il Governo Draghi ha pensato ad una nuova misura fiscale: arriva il bonus bancomat.

Vediamo di cosa si tratta e chi potrà aderire a questa forma di bonus, se per aderire occorre effettuare registrazioni o scaricare app.

Fine del cashback e Bonus bancomat

La durata iniziale del cashback in principio era prevista fino a tutto il primo semestre 2022. Avendo disatteso le aspettative iniziali, il Governo Draghi ha deciso di “congelare” il cashback di Stato, e  destinare le stesse risorse in altra direzione.

Con la prospettiva di incentivare i pagamenti digitali e quindi favorire una maggiore diffusione degli stessi, l’ex presidente della BCE ha annunciato a fine giugno nuove misure fiscali, con delle agevolazioni per determinate categorie.

La moneta elettronica resta la modalità di pagamento caldeggiata anche se con altre modalità.

E infatti lo scorso giugno è stata approvata una manovra per andare incontro ai lavoratori autonomi che sono titolari di partita Iva.

È previsto nel decreto legge n.99 del 30 giugno 2021, l’inserimento del bonus bancomat che si divide in realtà in due, viene di fatto riconosciuto in misura differente a seconda delle situazioni.

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 Bonus bancomat per i titolari di partita Iva

Il ddl che è stato approvato alla fine dello scorso mese e successivamente modificato sulla base della normativa del 2019.

In pratica  il bonus bancomat 2021 prevede crediti di imposta per l’acquisto o il noleggio di dispositivi di pagamento elettronici (capaci quindi di memorizzare ed inviare i dati direttamente all’Agenzia delle entrate) e azzeramento delle commissioni per quanti sceglieranno di fare acquisti impiegando strumenti tracciabili.

Ovviamente il numero di chi ne può beneficiare è piuttosto ristretto. Infatti è destinato ai cittadini che svolgono un lavoro autonomo.

In tal modo si è deciso di favorire le partite Iva, tra le categorie più bistrattate in questo periodo di pandemia.

Si tratta di attività ad esempio come i ristori, al fine di ottenere degli sgravi per le commissioni di cui spesso i commercianti si sono lamentati.

Quindi si tratta di un bonus bancomat con un duplice caso di utilizzo.

Se i beneficiari acquistano o noleggiano strumenti di pagamento elettronici nel 2022 si parla di un contributo di 320 euro.

La percentuale da applicare è relativa al fatturato dichiarato nell’anno d’imposta precedente: il 100% per ricavi e compensi inferiori a 200mila euro, il 70% per ricavi e compensi tra 200mila e 1 milione di euro, il 40% per ricavi e compensi tra 1 e 5 milioni di euro.

Adottando per la prima volta di questo tipo di strumento di pagamento, si ottiene un’ulteriore incentivo di un credito di imposta di 160 euro.

Ci sono delle limitazioni: per ricavi tra 1 e 5 milioni di euro, 10% dell’importo speso, per ricavi compresi tra 200mila e 1 milione di euro, 40% dell’ importo speso, per ricavi al di sotto di 200mila euro, 70% dell’importo speso.

Cosa fare per ottenerlo

Per ottenere il bonus bancomat basta semplicemente rientrare nei requisiti richiesti per ottenere il rimborso del 100%.

Lo strumento di pagamento digitale andrà a memorizzare ed inviare ogni tipo di transazione, quindi il rimborso verrà conteggiato sotto forma di credito di imposta direttamente in dichiarazione dei redditi.

Si potrà ottenere il rimborso esclusivamente a spese sostenute, e questo non contribuisce a formare reddito per il titolare di partita Iva.

E’ bene mettere in evidenza che il credito di imposta maturato in relazione al bonus bancomat dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa, e questo non solo all’anno in cui è maturato, ma anche a quelli in cui è utilizzato.