Viviana e Gioele, “Vertebre esplose e denti rosa”: emergono inquietanti dettagli a 1 anno dalla morte

Si torna a parlare di Viviana Parisi e del piccolo Gioele, ritrovati senza vita un anno fa, nell’ agosto 2020. Emergono nuovi dettagli inquietanti che lasciano davvero senza parole. Ecco di che cosa si tratta.

Lo scorso agosto, Viviana Parisi e il piccolo Gioele scompaiono e vengono ritrovati senza vita. Questo giallo ha sconvolto la Sicilia intera. Dopo un misterioso incidente stradale, la scomparsa e il ritrovamento dei due corpi senza vita continua a lasciare tutti senza parole. Non sono ancora chiare le dinamiche. A distanza di un anno emergono però dettagli inquietanti sulla vicenda.

Il fatto

Non c’è purtroppo ancora una risposta definitiva a quanto accaduto a Viviana Parisi e a suo figlio, il piccolo Gioele. Madre e figlio vengono ritrovati morti lo scorso agosto. Vediamo la ricostruzione dei fatti.

Uscendo di casa la mattina del 3 agosto, Viviana aveva detto al marito, Daniele Mondello, di andare al centro commerciale a Milazzo per comprare un paio di scarpe a Gioele. Erano circa le 9.

Il marito ha detto agli inquirenti:

“Viviana era tranquilla, Gioele anche, nessuna inquietudine, nessun litigio”.

La donna aveva lasciato il cellulare a casa e non ci sono stati per l’intera giornata contatti tra lei e il marito. Inaspettatamente però, secondo la ricostruzione dei fatti, la donna prende una via diversa dal solito dirigendosi verso Palermo.

Secondo il legale Claudio Mondello, quella mattina Viviana che temeva il covid, voleva andare con Gioele alla Piramide della luce, una struttura che si trova a 40 km da Sant’Agata verso Palermo.

Avrebbe dunque raccontato una bugia al marito per portare con sé il bimbo ed evitare discussioni con lui. Da qualche tempo infatti la donna era diventata particolarmente religiosa, come non lo era mai stata prima.

L’incidente misterioso

Viviana era a bordo di una Opel Corsa quella mattina quando è uscita e rientrata in autostrada in 22 minuti a 15 km dal punto dell’incidente.

La donna sarebbe uscita dall’autostrada a Sant’Agata per fare rifornimento ad un distributore di carburanti. Al rientro si sarebbe verificato questo incidente con un furgone.

Come riferisce il legale Claudio Mondello, la donna è stata, in passato, in ospedale ben 3 volte nel reparto di psichiatria per curare dei problemi psicologici. Per tale ragione sarebbe fuggita con il figlio di 4 anni con il quale ha avuto questo tipo di tamponamento in autostrada.

Il suo timore era che i servizi sociali potessero sottrarle la custodia del bambino. La mamma e il figlio erano vivi dopo l’incidente in autostrada e secondo alcuni testimoni, il bambino era vivo, in braccio alla madre mentre si allontanava con lui scavalcando il marciapiede prima dell’arrivo dei soccorsi.

Il ritrovamento

Il corpo di Viviana viene ritrovato 5 giorni dopo la scomparsa in un traliccio nelle campagne di Caroni, quello del piccolo Gioele viene ritrovato invece il 19 agosto grazie ad un ex carabiniere volontario che si era offerto di aiutare nelle ricerche.

Il corpo del piccolo Gioele riportava segni di morsi di animali. I consulenti medici del dipartimento di geologia di Messina hanno analizzato anche il terriccio e le foglie su cui giaceva il corpo del piccolo per capire se i suoi resti sono stati trasportati dagli animali.

Qualche mese dopo il ritrovamento dei due corpi, sono stati ritrovati anche altri frammenti ossei nei boschi di Caronia e sono stati sottoposti ad analisi genetiche per capire se si trattasse di resti appartenenti a Viviana e Gioele.

L’ipotesi più plausibile è che il bimbo sia rimasto ferito nell’incidente, sbalzato dal sedile visto che non era legato al seggiolino. La famiglia non credo però che la morte del bambino sia avvenuta per il tamponamento perché il parabrezza dell’auto di Viviana era già rotto.

Secondo la famiglia, la donna non si è uccisa ma sarebbe caduta nel luogo in cui era salita per vedere dove era il bambino che aveva perso di vista dopo l’incidente.

Non sembra pensarla allo stesso modo la polizia scientifica che parla invece di omicidio-suicidio: la donna avrebbe ucciso il bimbo e poi si sarebbe tolto la vita lanciandosi da un precipizio a 15 m.

I nuovi dettagli sconvolgenti su Viviana e Gioele

Daniele Mondello a distanza di quasi un anno dalla morte della moglie Viviana e del piccolo Gioele non riesce ancora a dare una spiegazione a questa immane tragedia.

Il 3 agosto scorso sua moglie subisce un incidente in una galleria dell’autostrada Messina-Palermo insieme al piccolo Gioele. Il corpo di Viviana si trova in un traliccio vicino a un marciapiede, mentre quello del piccolo di 4 anni in un boschetto, sbranato dagli animali.

Gli Inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire i fatti. Daniele Mondello non crede che si sia trattato di un omicidio- suicidio come afferma invece la polizia scientifica.

Queste le sue parole:

“solo una messinscena, i due corpi sono stati spostati nel luogo dove sono stati ritrovati e questo lo dice la scienza, non lo dico io”.

Le ipotesi di Mondello

Questo è il pensiero che si è fatto il marito di Viviana:

 “I corpi di mia moglie e di mio figlio erano distanti mille metri l’uno dall’altro, hanno le stesse ferite da caduta nonostante non ci fosse alcun traliccio e nessuna altura nel luogo in cui viene trovato Gioele, e la stessa sostanza rosacea nei denti, una colorazione che indica la condizione di asfissia mentre si muore”.

Secondo il signor Mondello, cadendo, Viviana si sarebbe fratturata varie parti del corpo e le costole le sarebbero esplose. La donne avrebbe poi perso i sensi e sarebbe morta per asfissia.

Gioele invece, avrebbe battuto la testa e anche lui sarebbe morto per asfissia. Il suo corpo poi volontariamente spostato da qualcuno, è infine sbranato dagli animali.