Strage del Mottarone, il dramma di Eitan: “Urla e si dispera, è un ostaggio” | Lo sfogo della zia

Una strage quella della Funivia del Mottarone che ha sconvolto l’Italia intera. Il piccolo Eitan ha perso tutta la famiglia e oggi vive un altro dramma.

Una storia quella del piccolo Eitan davvero straziante. Il bimbo è l’unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone. Vivo per miracolo, oggi il piccolo sta vivendo un altro dramma. La zia materna Gali Peri ha rivelato che il ragazzino non sta vivendo bene la sua attuale sistemazione, confessando:

«Eitan è stato sottratto da una famiglia che non lo conosceva, che in precedenza non era stata a lui vicina in alcun modo».

Insomma, il piccolo sembra non apprezzare la sua attuale sistemazione.

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Strage Mottarone, dove vive oggi Eitan

Il bambino vive al momento a in Italia affidato alla zia paterna, Aya Biran. L’avvocato Ronen Dlayahu, che rappresenta gli interessi del ramo familiare in Israele, ha però raccontato in una conferenza stampa con la signora Peri di aver avviato un procedimento per l’adozione di Eitan ed il suo ritorno in Israele. L’avvocato non si risparmia sui termini e definisce il ragazzino « in ostaggio».

Secondo Gali ed il marito Ron Peri:

«Eitan è tenuto come in ostaggio dalla zia paterna Aya. È stato affidato a lei mentre noi, dopo la tragedia, osservavamo la tradizionale settimana ebraica di lutto profondo. Lo abbiamo appreso solo a posteriori. Tutto ciò è avvenuto – a loro parere – in forma scorretta».

Per visitare Eitan è stato necessario l’intervento del tribunale, che ha disposto due visite la settimana, di due ore e mezzo l’una.

Gali racconta che ogni volta è una tortura:

«Ma quando il tempo scade Eitan si dispera, chiede perché lo lasciamo così presto, domanda se ha fatto qualcosa di male».

Infatti sentenzia:

«La nostra sensazione è che il bambino sta per essere staccato da noi».

I due verrebbero tagliati così fuori definitamente dalla vita del piccolo.

Gli zii materni vogliono adottarlo

I due hanno quindi deciso di avanzare una richiesta di adozione, ma ancora non hanno ben capito se a deciderà sarà la giustizia israeliana o quella italiana.

Gali Peri ha poi ribadito che alla sorella, Tal, morta in quel terribile incidente, premeva molto che Eitan ricevesse una educazione ebraica ed israeliana. A quanto pare gli zii paterni non hanno la stessa volontà.

Infine, ha concluso il suo sfogo con una preghiera:

«Vogliamo dedicarci ed Eitan  e dargli tutto il calore e l’affetto di cui ha bisogno, fino a quando avrà 18 anni e anche oltre».

Ci auguriamo che il piccolo possa trovare la pace che merita.