Muore a 7 anni dopo una nuotata: ucciso da un parassita mangia – cervello

Bimbo di 7 anni muore dopo aver nuotato nel lago a causa di un parassita mangia – cervello. Il dramma sconvolge il mondo. Vediamo tutti i dettagli.

Bimbo di 7 anni muore a causa di un’ ameba mangia – cervello. Il dramma lascia tutti senza parole. Vediamo nei dettagli che cosa è accaduto.

La tragedia

Una tranquilla giornata al lago si trasforma in un dramma senza fine. Durante una nuotata in una calda mattinata d’estate, un’ ameba mangia – cervello ha colpito un bimbo di soli 7 anni provocandogli la morte.

Il bimbo decede a causa della meningoencefalite amebica primaria, un’ infezione acuta e fulminante che colpisce il sistema nervoso centrale.

Il piccolo David Pruitt, di soli 7 anni che viveva in California nella contea di Tehama, ha perso la vita. Questo nuovo caso di ameba mangia – cervello lascia il mondo sconvolto. La morte del piccolo David ha gettato l’intera comunità nella quale viveva nel totale sconforto.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto diffuso dal giornale Usa today, il bimbo dopo essere stato colpito dall’ ameba è portato d’urgenza al pronto soccorso per poi essere trasportato al UC Davis medical center dove viene ricoverato in rianimazione.

L’infezione ha colpito il sistema nervoso centrale, come hanno spiegato i medici, e questo è solo il decimo caso segnalato in California a partire dal 1971.

Secondo i sanitari, David si è infettato in un lago che si trova nella contea di Tehama. La zia del piccolo ha fatto sapere che la famiglia vorrebbe che le persone siano consapevoli della presenza di questa ameba e della malattia che provoca e che può colpire altri bimbi come David.

Ameba mangia – cervello: che cos’è la malattia di cui è morto David

L’ameba mangia-cervello è un’ infezione fulminante. Nota con il nome di meningoencefalite amebica primaria, viene causata da un ameba letale e l’infezione avviene nel momento in cui il patogeno entra in contatto attraverso l’acqua con il corpo di una persona.

Generalmente si insinua nel naso. L’ameba si trova facilmente nelle acque dei fiumi e dei laghi ma anche in quelle delle piscine che non sono trattate accuratamente con il cloro.

Il caso di David per esempio ha lasciato tutti senza parole. Il bimbo muore infatti dopo essere stato contagiato da questo parassita in un lago californiano.

L’infezione da ameba è fatale per l’uomo. Secondo quanto riportato dai CDC americani, l’ameba si trova in tutti gli ambienti di acqua dolce e calda ma anche nelle sorgenti termali, negli scarichi delle acque industriali o nelle fonti di acqua potabile.

Questo tipo di batterio sopravvive fino a 46 gradi centigradi e anche per brevi periodi a temperature più alte. Non si trova invece nelle acque del mare o comunque in generale nelle acque salate.

Questo agente genera la meningoencefalite amebica primaria che colpisce il sistema nervoso centrale. Purtroppo quando la diagnosi arriva tardi per chi è colpito da questa malattia, non c’è possibilità di sopravvivenza. Può essere curata solo in ospedale e spesso la riabilitazione per riprendersi da questa patologia è piuttosto lunga.

Sintomi riportati dal piccolo David

Il piccolo David muore a causa della ameba mangia-cervello. I sintomi che ha manifestato il piccolo David, sono gli stessi che presentano le persone che vengono colpite da questo agente patogeno: forte mal di testa, febbre nausea e vomito.

Quando l’infezione peggiora, i sintomi si aggravano generando torcicollo, convulsioni o allucinazioni. Questo agente patogeno purtroppo è letale e se non preso in tempo può portare ad un’elevata mortalità nei soggetti che ne vengono infettati.

Casi analoghi a quello del bimbo americano

La storia del piccolo David purtroppo non è un caso isolato. Prima di lui, un altro americano, un tredicenne, ha contratto lo stesso parassita mentre si trovava in vacanza con la sua famiglia in Florida.

L’episodio è accaduto alla fine di luglio. Anche per il tredicenne non c’è stato nulla da fare nonostante i soccorsi  piuttosto tempestivi.

Il ragazzo muore dopo un mese di ricovero, ad agosto. I suoi genitori hanno deciso di raccontare quello che è successo al figlio nella speranza di smuovere anche il potere politico a procedere ad una bonifica dei laghi e dei fiumi.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il tredicenne si stava godendo una vacanza in un camping, mentre nuotava in un lago nelle vicinanze della struttura ricettiva.

Durante il bagno, il parassita penetra attraverso il naso e il giorno successivo il ragazzo comincia ad accusare un forte mal di testa che diventa a un certo punto insostenibile.

Al dolore di testa seguono poi altri sintomi come la nausea e il vomito. I genitori portano il ragazzo in ospedale e la diagnosi è fatta: meningoencefalite amebica primaria, una malattia per la quale purtroppo oggi non esiste cura.

Ancora prima, nel 2019 anche una bimba di 10 anni muore dopo un bagno in fiume in Texas e nel 2018 la stessa sorte tocca anche a un ragazzo di origini italiane, Fabrizio Stabile che viveva nel New Jersey.

Anche il giovane si è infettato per mezzo del parassita che è entrato nel suo corpo dopo una nuotata in piscina.

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