Kabul, si aggrappa all’aereo e cade nel vuoto: il calciatore della nazionale tra i falling man

Kabul: continuano i rastrellamenti dei talebani casa per casa e morti in strada. Le persone cercano di abbandonare l’Afghanistan senza successo. Tra i falling man anche una giovane promessa del calcio. Tutti i dettagli.

Kabul, è guerra aperta. I talebani stanno distruggendo un’intera città e i suoi abitanti. Tra i falling man anche un giovane giocatore della nazionale giovanile di calcio afghana. Il dramma senza fine.

Kabul, la città di nessuno

Sono giorni di terrore a Kabul, la capitale dell’Afghanistan. Da quando i talebani hanno invaso la città rendendola un emirato islamico, Kabul è diventata terra di nessuno.

Le scene che i telegiornali mostrano ogni giorno, gli appelli che sui social lanciano le persone bloccate in una nazione senza futuro, fanno davvero rabbrividire.

All’aeroporto della città madri disperate affidano i loro bambini ai soldati stranieri con la promessa di portarli in salvo, lontano dal dolore e dalla paura che fa meno terrore della morte.

I talebani continuano a rastrellare le case dei afghani sequestrando donne, uccidendo i dimostranti e prendendo il potere con la forza.

Nel frattempo proseguono le operazioni di evacuazione degli occidentali e dei loro collaboratori. I talebani però nelle ultime ore hanno bloccato l’accesso all’ aeroporto civile e militare.

Colpi di mitragliatrice, urla e violenza minacciano intere famiglie. Dagli Stati Uniti arrivano alcuni jet a sorvolare la capitale ma nonostante le rassicurazioni del pentagono, gli abitanti di Kabul sono in serio pericolo.

Secondo un rapporto del centro norvegese per le analisi globali, la situazione non è buona:

“I talebani stanno arrestando e minacciando di uccidere o arrestare membri delle famiglie degli individui presi di mira a meno che questi non si arrendono”.

Nella giornata di ieri piccole manifestazioni di protesta sono state organizzate a Kabul e diffuse sui social tramite alcuni video. Alla manifestazione hanno preso parte anche alcune donne che hanno sfilato con una bandiera afghana lunga 200 m.

I talebani non si sono fatti attendere. Nella manifestazione sono morte 4 persone cadute sotto il colpo degli spari. Nel frattempo la comunità internazionale cerca di capire come affrontare l’emergenza umanitaria che si sta presentando.

Nella giornata di ieri il G7 degli esteri si è riunito in via del tutto straordinaria on-line chiedendo ai talebani di promettere la sicurezza di tutti gli afghani e degli stranieri che vogliono partire da Kabul.

La Russia intanto dice di non avere problemi col nuovo regime e ha messo a disposizione anche la propria aviazione civile per portare un numero indefinito di cittadini afghani in qualsiasi paese voglia ospitarli. Il Pakistan ha accolto già 4 milioni di rifugiati mentre l’Uzbekistan 1500 negli ultimi due giorni.

La sharia è legge

La sharia è in legge. Questo è quanto affermato dai capi talebani che hanno tenuto una conferenza stampa per informare il mondo sulle loro nuove proposte di potere:

“Vogliamo assicurarci che l’Afghanistan non sia più un campo di battaglia. Il suolo afghano non sarà utilizzato contro nessuno, possiamo assicurarlo. Ci impegniamo per i diritti delle donne all’interno della sharia. Lavoreranno fianco a fianco con noi e non ci saranno discriminazioni. Nessuno sarà danneggiato, non vogliamo avere problemi con la comunità internazionale. Abbiamo il diritto di agire secondo i nostri principi religiosi. Altri paesi hanno approcci e regolamenti diversi. Anche gli afgani hanno il diritto di avere le proprie regole in accordo con i vostri valori”.

Non tutti sembrano d’accordo però con queste dichiarazioni. Quelle dei talebani sono soltanto delle parole che non si tramuteranno in realtà.

Le persecuzioni infatti proseguono e fino ad ora sono morti già diverse donne e uomini. Nel frattempo uno dei portavoci talebani ha assicurato che le donne potranno continuare ad accedere all’istruzione, compresa l’università, sotto il dominio dei talebani  ma dovranno indossare obbligatoriamente l’ hijab.

Falling Man: tra di loro anche un calciatore della nazionale giovanile

Zaki Anwari aveva 19 anni. Il ragazzo è morto nel tentativo di scappare dal suo paese aggrappandosi alle ruote dell’aereo militare. Il tragico episodio accade lunedì.

Zaki era una promessa del calcio afgano. Il giovane giocava nella nazionale giovanile di calcio del paese. Cercando di scappare si era aggrappato alle ruote dell’aereo ma è rimasto incastrato nel carrello di atterraggio.

Il General director of physical education and sport of Afghanistan ha confermato la morte del giovane su Twitter:

“Zaki Anwari era tra i centinaia di giovani che hanno cercato di lasciare il paese aggrappandosi a un aereo militare americano. Zaki è caduto ed è morto”.

Il post è accompagnato da una foto del ragazzo insieme alla sua squadra. Il giovane indossava la sua maglia rossa con il numero 10.

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