Smart Working, Draghi dà 1000 euro a chi lavora da casa: a chi spetta il bonus

Smart working: Draghi stabilisce un bonus da €1000 per chi lavora la casa. Ecco tutti i dettagli.

Bonus Smart working: €1000 per chi lavora da casa. Ecco l’ultimo Decreto di Draghi. Tutti i dettagli.

Il bonus Smart working prorogato per tutto il 2021

Per tutto il 2021 sarà attivo il bonus smart working come approvato dal decreto sostegni dal presidente Draghi. Il bonus prevede l’agevolazione fiscale per i datori di lavoro che vogliono erogare ai dipendenti i cosiddetti Fringe benefits, un tipo di retribuzione per un importo massimo pari a 516,46 euro.

Il decreto in questione è il numero 104 del 2001 che aveva già raddoppiato l’importo massimo per il periodo d’imposta nell’anno 2020.

Questa misura, come stabilito in decreto sostegni, è stata prorogata per tutto il 2021 con l’importo raddoppiato. Vediamo però nei dettagli in che cosa consiste questo bonus Smart working per il 2021 e chi può usufruirne.

Che cos’è il bonus Smart working

Il bonus Smart working previsto dal decreto sostegni bis è prorogato per il 2021 e con un importo raddoppiato rispetto al precedente.

Attraverso questo bonus, i lavoratori dipendenti che operino nel pubblico e/o nel privato, potranno fare richiesta per usufruire di un bonus in modo da adeguare le proprie abitazioni e renderle idonee al lavoro in Smart working.

Non è sempre però possibile richiederlo, bisogna soddisfare infatti determinati requisiti. Vediamo quali. Innanzitutto partiamo dal presupposto che attraverso questo bonus, i dipendenti possono lavorare da casa utilizzando attrezzature e rendendo confortevole la stanza che scelgono di adibire a locale di lavoro.

Le spese per acquistare arredi da ufficio e strumenti possono essere coperte attraverso i cosiddetti Fringe benefits, cioè benefici accessori, un tipo di pagamento basato su beni servizi messi a disposizione del lavoratore.

Oggi le aziende che aderiscono possono corrispondere al lavoratore dipendente fino ad un importo massimo di 516,46 euro, la somma è raddoppiata rispetto al bonus al precedente.

A questa cifra si può aggiungere anche il bonus pc. Sommando il tutto, ai lavoratori può essere concessa una cifra pari a 1000 euro per lavorare da casa.

Perché richiedere il bonus smart working

A parlare del bonus Smart working è anche il decreto numero 73 del 25 maggio 2021 che prevede anche agevolazioni per diverse categorie. Perché si è arrivati al bonus smart working? La risposta è semplice.

A causa della pandemia, molti lavoratori si sono ritrovati a dover lavorare da casa ma senza avere gli strumenti necessari per svolgere la loro occupazione.

Il salotto, la cucina, il giardino, in poco tempo ma sono stati adibiti ad uffici. Chiaramente, dato che l’ambiente casalingo non era attrezzato per far fronte alle esigenze lavorative, molte imprese hanno risentito del cattivo lavoro svolto dai loro dipendenti.

Rendere la casa un ambiente idoneo al lavoro è dunque un passo necessario sia per i lavoratori che per le imprese:

“In molti casi i lavoratori sono stati costretti a lavorare da casa senza che ci fossero spesso le condizioni, le attrezzature e persino le competenze necessarie per poterlo fare nel migliore dei modi. Il bonus lo smart working serve per soddisfare le esigenze di tutti”.

Caratteristiche del bonus Smart working

Il bonus Smart working è stato prorogato e può essere riconosciuto entro il 31 dicembre 2021. Per il momento questo è il termine ultimo per poter richiedere il bonus.

Suddetto contributo per lo Smart working prevede una somma da erogare pare 516,46 euro per l’acquisto di materiali da ufficio, suppellettili o benefit accessori necessari per svolgere il lavoro in casa.

Il materiale una volta acquistato diventerà di proprietà del dipendente che potrà disporne come meglio crede. Chiaramente i soldi corrisposti devono essere utilizzati esclusivamente per acquisti inerenti all’ambito lavorativo.

L’azienda che eroga la somma può richiedere anche una cifra inferiore a quella prevista o superiore. Anche il dipendente può chiedere direttamente al datore di lavoro il bonus Smart working qualora l’azienda decidesse di aderire.

Questo è un punto fondamentale: non tutte le aziende possono erogare il bonus Smart working ai propri dipendenti. Il bonus non verrà calcolato i fini del reddito e non dovrà essere incluso nell’ ISEE.

Modalità di erogazione del bonus

Le aziende private e pubbliche che aderiscono alla richiesta di bonus Smart working devono erogare il corrispettivo al lavoratore che ne faccia richiesta tramite beni o servizi e mai tramite una somma di denaro.

Si tratta infatti di Fringe benefits ovvero di benefici accessori. Per presentare la richiesta non sono previste delle specifiche modalità ma bisogna essere solo in possesso di requisiti necessari.

Richiedere il bonus Smart working significa ricevere anche benefici di natura fiscale, infatti il bonus non viene calcolato nel reddito del lavoratore e non c’è bisogno di presentarlo nell’ ISEE.

Per i dipendenti dunque la richiesta di bonus è esente da imposte mentre per le aziende comporta un vantaggio altrettanto importante: migliorare qualitativamente il lavoro dei propri dipendenti ottenendo al contempo anche un vantaggio fiscale.

Se non si supera l’importo pari 516,46 euro, l’azienda è esente da tassazione. Insomma, un vantaggio per tutti.

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