Claudio Sona, primo tronista gay di Uomini e Donne nel 2016: “Al Gf solo macchiette”

Claudio Sona, è apparso nel piccolo schermo all’interno del programma di Maria De Filippi ovvero “Uomini e Donne”.

Il 33enne è stato l’unico tronista omosessuale della trasmissione, da allora l’esperienza non è stata replicata.

Claudio Sona ex tronista gay

Claudio Sona, oggi è un giovane influencer di Verona che in questi giorni ha rilasciato un’intervista su Rtl 102.5.

L’ex tronista, con Francesco Fredella di Rtl 102.5. ha parlato dell’esperienza vissuta all’interno del programma Amici.

Inoltre il giovane veronese ha parlato del perché non si è più visto in televisione:

Come mai non sono in tv in questo periodo? In realtà non so nemmeno io il perché di questa situazione. Negli anni ho fatto diversi casting per altri reality e programmi. Alcuni non li ho accettati di mia volontà, altri invece non sono andati a buon fine. Forse bisognerebbe sempre seguire l’onda del gossip, ma sottrae tanto tempo alla vita privata”.

Leggi anche -> Ricordate Valeria Rossi di Dammi 3 parole? Oggi non fa più la cantante, ecco come campa

Leggi anche -> Uomini e Donne, la NUOVA tronista è trans: prima era un uomo, oggi è una donna

Nuovi orizzonti ed ex

Nell’esperienza da tronista Claudio scelse Mario Serpa, con il quale ha vissuto una relazione che però fini in breve tempo. Uno dei suoi sogni nel cassetto:

“Cosa vorrei fare? Sono un tipo avventuroso, dunque tenderei a inserire all’ultimo posto il GF Vip, nonostante abbia fatto provini per due anni consecutivi per prendervi parte. Pechino Express mi piacerebbe di più, perché amo lo spirito che permea questo reality. Con chi partirei? Con Nicholas Cornia, il mio fidanzato, anche perché ci sarebbe da ridere“.

Inoltre riguardo il Grande Fratello ha aggiunto:

“Accetterei volentieri, senza dubbio. Tuttavia, viste le precedenti edizioni, credo cerchino personaggi più allegorici… Traduco: il gay deve essere ‘macchietta’”

Claudio è convinto che in televisione occorra qualcuno che rompa gli schemi, che spezzi la normalità. Inoltre per il giovane la reclusione forzata per tanti giorni, lontano dagli affetti, e la consapevolezza di essere ripreso 24 ore su 24, mette un  po’ paura.