Maradona, il fratello Hugo muore a 52 anni | Spunta l’agghiacciante verità

Non è passato molto tempo dalla terribile notizie della morte del fratello Diego Armando Maradona, oggi anche il fratello Hugo ha perso la vita.

Diego Armando Maradona e il fratello Hugo
Diego Armando Maradona e il fratello Hugo – DonnaPress.it

Un momento davvero tragico per la famiglia del celebre calciatore molto amato a Napoli. Hugo Maradona è morto poche ore fa nella sua residenza di Monte di Procida, in provincia di Napoli. E’ passato solo poco più di un anno dalla morte del grandissimo Pibe de oro e la notizia di quest’altro lutto non ha potuto che gettare la famiglia nel dolore.

L’uomo aveva solo 52 anni ed è stato trovato morto alle 11,50 di stamane, nella zona Flegrea del capolugo partenopeo.

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Hugo Maradona muore a 52 anni: emerge la causa della sua morte

A portare via il fratello dell’amato Diego Armando Maradona, Hugo, è stato un arresto cardiaco. L’uomo è stato colto all’improvviso dal malore, mentre era in casa. Ovviamente, i soccorsi sono stati avvertiti nell’immediato.

 

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 E gli ausiliari del 118 sono subito accorsi sul posto ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. I sanitari non hanno potuto fare altro che constare il decesso.

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Chi era Hugo? L’amore per il calcio e per il fratello

Anche Hugo come il ben più famoso Diego è nato a Lanus nel 1969. La passione per il calcio apparteneva ad entrambi. Ed è proprio pressato dal grande Pide de oro che Hugo comincia a muovere i primi passi nel campo giocando come trequartista, nell’Argentinos Juniors.

Diego e Hugo Maradona
Diego e Hugo Maradona – DonnaPress.it

Finì ben presto nel giro delle nazionali giovanili argentine. E’ stato proprio Diego a fare il modo che Hugo venisse acquistato dal Napoli, sua squadra del cuore. La squadra partenopea lo diede all’Ascoli in prestito ma Hugo non segnava e il suo piede sembrava molto diverso da quello del fratello con il quale il paragone è sempre stato continuo.

Continuò però la carriera nel pallone, prima in Spagna poi in Austria, in Venezuela, in Uruguay ma anche in Giappone e in  Canada.

Ha poi provato anche la carriera d’allenatore, con una breve esperienza a Portorico per poi approdare ‘a casa’, a Napoli e lavorare come direttore della scuola calcio della Mariano Keller.

Insomma, una vita a correre dietro il pallone e dietro ad un fratello troppo grande e irraggiungile.